Mastocitosi Viscerale Felina

 

MASTOCITOSI VISCERALE FELINA

Dott. A. Ciani, Dott. F. Soffi, Dott.ssa L. Verona

Segnalamento

Gatto europeo femmina sterilizzata di circa 10 anni. L’animale di indole indipendente vive all’aperto e non è sottoposto ad una regolare profilassi vaccinale.

 Anamnesi

I proprietari riferiscono che l’animale non mangia con appetito, è dimagrito, mostra leggero malessere addominale e da diverso tempo presenta episodi di vomito divenuti piu’ frequenti negli ultimi giorni.

Esame clinico

Alla visita clinica l’animale presenta astenia, pelo arruffato e opaco, lieve disidratazione, depressione del sensorio e forte dolorabilita’ addominale.

Alla palpazione addominale viene percepita una massa di grosse dimensioni a margini irregolari che occupa quasi completamente l’emiaddome sinistro.

 Esami di Laboratorio

Data l’indole dell’animale e l’irregolare profilassi vaccinale a cui è sottoposto viene eseguito uno snap test FIV-Felv con esito negativo per entrambe le patologie.

 Esami Strumentali

Viene eseguito un esame radiografio dell’ addome in proiezione latero-laterale (fig.1) e ventro dorsare (fig.2).

L’esame radiografico mostra una leggera distensione addominale, epato e splenomegalia, diffuso aumento della radiopacita ,in particolare nei settori craniali, con riduzione del dettaglio addominale compatibile con versamento addominale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Al fine di verificare il quadro radiografico viene eseguita un’ecografia.

L’esame ecografico evidenzia marcata splenomegalia generalizzata e simmetrica (fig.3).

Il parenchima della milza appare omogeneamente iperecogeno, i margini irregolari e arrotondati, non si evidenziano lesioni nodulari.

Il fegato si presenta ingrossato con margini regolari ma arrotondati, il parenchima mostra ecostruttura omogenea ma iperecogena (fig.4). I vasi epatici e le vie biliari non presentano alterazioni.

I reni presentano corticale iperecogena e ispessita, la demarcazione corticomidollare appare meno distinta mentre e ben evidente in entrambi gli organi il segno dell’anello midollare (fig.5).

Viene confermata la presenza di versamento addominale di aspetto anaecogeno e scarsamento corpuscolato.

Il quadro ecografico risulta compatibile con linfoma epatosplenico, mastocitosi viscerale, lipidosi epatica.

Viene quindi eseguito un agoaspirato d’organo con animale in sedazione che permette di ottenere un campione di buona cellularità .

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Esame citologico

All’esame citologico si osservano numerosi mastociti ben differenziati, con abbondanti granuli intracitoplasmatici che in alcuni casi arrivano a mascherare il nucleo.

Alcuni mastociti contengono pochi granuli a livello citoplasmatico e si presentano come cellule rotonde con abbondante citoplasma. Non si osservano cellule linfoidi, presenti numerose emazie (fig.6-7).
Il quadro citologico risulta compatibile con un mastocitoma.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Esame anatomopatologico

 Date le cattive condizioni cliniche dell’animale, i proprietari scelgono di sottoporre il gatto ad eutanasia e acconsentono all’autopsia.

L’ aspetto anatomopatologico della milza rispecchia quanto osservato all’esame ecografico. L’organo si presenta notevolmente ingrossato, di aspetto lardaceo e finemente granuloso, i margini irregolari, non si osservano lesioni nodulari (fig.8).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Discussione

 Nel gatto si riconoscono 3 forme di mastocitoma: cutanea, viscerale (sistemica, splenica) e gastroenterica.

Il mastocitoma e il linfoma viscerale sono i due tumori emopoietici più comuni della milza; il mastocitoma è al terzo posto tra i tumori intestinali più comuni del gatto dopo linfoma e adenocarcinoma.

I mastocitomi si diagnosticano soprattutto in gatti di mezza età o anziani senza predilizione di genere, mentre il siamese appare in molti studi una razza molto rappresentata.

La mastocitosi viscerale o sistemica è una malattia relativamente specifica del gatto.

Questa forma rappresenta fino al 50% di tutti i mastocitomi del gatto e interessa tipicamente la milza il fegato e spesso i linfonodi addominali. Raramente è stato segnalato il coinvolgimento del mediastino e dei linfonodi periferici.

La malattia colpisce gatti in età avanzata (età media 10 anni) senza predilizione di razza, sesso e si verifica soprattutto nelle razze domestiche a pelo corto e lungo.

I segni clinici includono una massa endoaddominale palpabile o visibile, vomito con presenza o meno di materiale emorragico, dimagramento, anoressia, malessere addominale, ascite e astenia. Questi sintomi risultano secondari alla liberazione di mediatori vasoattivi ( istamina, serotonina ed eparina) conseguente alla degranulazione dei mastociti.

I segni GE sono dovuti al volume delle masse di grosse dimensioni o al rilascio di istamina con conseguente ulcerazione gastrica. Si può manifestare una crisi addominale acuta se si verifica perforazione intestinale secondaria all’ulcera o rottura della milza. In caso di versamento pleurico si può osservare dispnea.

Le anomalie di laboratorio includono mastocitemia, con mastociti circolanti osservati in una percentuale fino al 50% dei gatti affetti e anemia secondaria alla perdita cronica di sangue attraverso le ulcere gastroenteriche perforate con peritonite o alla rottura splenica. Si possono inoltre osservare mastociti nei versamenti cavitari.

Spesso si osservano anomalie del profilo coaugulativo secondarie al rilascio da parte dei mastociti neoplastici di mediatori vasoattivi.

Le cellule neoplastiche spesso si diffondono dalla milza al fegato ai linfonodi addominali al midollo osseo.

La citologia di questi organi nei casi tipici è indicativa di un infiltrato mastocitario.

Occasionalmente, si possono osservare fenomeni di eritrofagocitosi da parte dei mastociti neoplastici; tale reperto potrebbe giustificare in parte l’anemia spesso clinicamente evidente.

Le cellule neoplastiche sono generalmente positive a triptasi, KIT e CAE.

L’ecografia addominale consente di valutare l’ecostruttura splenica, la presenza di ulcerazioni gastrointestinali, l’eventuale interessamento epatico e dei linfonodi addominali, nonchè di prelevare campioni citologici mediante agoaspirato.

La radiografia del torace permette di valutare la presenza di metastsi polmonari o pleuriche.

La splenectomia rappresenta la terapia d’elezione. Da un punto di vista macroscopico si riconoscono due entità patologiche: la più comune è rappresentata da splenomegalia generalizzata, mentre più raramente si osservano noduli multipli sparsi per tutto il parenchima.

In preparazione alla splenectomia è raccomandata la somministrazione preventiva di corticosteroidi e antistaminici ( la ciproeptadina sembra essere il farmaco d’elezione) per ridurre il rischi di complicazioni intraoperatorie legate al rilascio di mediaatori vasoattivi da parte dei mastociti neoplastici.

La splenectomia può allungare l’aspettativa di vita di un anno e in alcuni casi anche di più, questo sembra essere correlato con l’eliminazione dei linfociti T suppressor generata dall’asportazione della milza che consente un miglior controllo delle restanti cellule tumorali.

Non sono noti molti risultati riguardanti il successo della terapia chemioterapica, i farmaci potenzialmente efficaci  sono vincristina, ciclofosfamide, clorambucile,vinblastina e lomustina.

I tempi di soppravvivenza medi dopo splenectomia precoce eventualmente associata alla chemioterapia adiuvante sono di 12-19 mesi anche nei soggetti con interessamento midollare.

 

 

Riferimenti Bibliografici

 

  • Wilfried R.M. Kraft, Ulrich M. Durr .Trattato di Medicina e Chirurgia del Gatto vol.2. Masson Edizioni veterinarie 2001
  • S.J Ettinger, E.C. Feldman. Clinica Medica Veterinaria. Malattie del cane e del gatto. 6nd ediz. Elsevier Masson 2005.
  • L. Marconato, F. Del Piero. Oncologia Medica dei Piccoli Animanli. Poletto editore 2005.